Le regole valide per un buon percorso di carriera

di Vito Gioia, Head Hunter e AD di Ward Howell

Le crisi finanziarie avvengono quando si dimenticano le semplici pillole di saggezza che ci hanno trasmesso i nostri nonni che ci hanno insegnato poche regole elementari che saranno sempre valide nel nostro percorso di vita.

Prima regola fondamentale

Non si raccoglie nulla di buono se non si è seminato bene e al momento giusto. Nessuna piantina cresce da sola, bisogna seguirne da vicino lo sviluppo, soprattutto quando è giovane e indifesa. È fondamentale seminare con pazienza, costanza e tenacia, ma bisogna farlo al momento giusto, nel terreno adatto e nella stagione propizia. Vuol dire fare le scelte giuste, studiare (tutta la vita) con profitto, lavorare e divertirsi in relazione all’età, tutto al tempo giusto.
Secondo fondamentale
I frutti si raccolgono solo quando sono maturi, né prima né dopo. Nel lavoro, come nella vita vi sono stagioni buone e stagioni cattive. È giusto godersi i frutti del raccolto nei momenti positivi, ma bisogna essere previdenti e non sperperare le risorse (cosa che facciamo spesso), per sopravvivere nei periodi avversi. Non bisogna avere fretta di raccogliere i frutti immaturi, perché così facendo si pregiudica il raccolto futuro ma, allo stesso tempo, bisogna essere pronti a cogliere le occasioni al momento giusto, perché altrimenti vanno perse e marciscono (salire sul treno quando passa).
Terzo fondamentale
Più la pianta ha radici forti e più resisterà alle intemperie. Dobbiamo costruire il nostro successo su basi solide e durature e consolidare i nostri risultati prima di aspirare a nuovi traguardi. Sempre in questo ambito, una cosa fondamentale che riguarda i debiti e la crisi finanziaria è che bisogna ricordarsi che le proprie risorse sono limitate e, se si prendono in prestito, bisogna essere pronti a restituirle e con gli interessi.

Quarto fondamentale

Ogni pianta ha bisogno del clima adatto per vivere. Ognuno deve cercare la sua strada, mettendo a frutto le proprie capacità e facendo qualcosa che possibilmente piace. Ci sono piante e persone adatte ai climi caldi, altre ideali per quelli freddi, alcune fioriscono con l’umidità e altre con il secco. Detto questo bisogna saper armonizzare la vita lavorativa con quella privata.
Ma se la crisi facesse bene?
Alcune testimonianze di personaggi noti:
“la crisi finanziaria potrebbe essere salutare dal punto di vista dei valori, poiché viviamo in una specie di bolla anticulturale creata dal consumismo. Una volta soddisfatti i bisogni delle persone con i propri prodotti, le aziende non possono smettere di produrre, ma devono convincere la gente a continuare a consumare, facendo leva sul piacere e presentando lo shopping come attività ludica. Questo tipo di piacere, nato in fase di pieno boom economico, va indotto mobilitando o smobilitando le coscienze con la pubblicità, che purtroppo promuove ciò che è popolare e non ciò che è buono. Così siamo finiti nella bolla anticulturale, ora che la crisi l’ha fatta scoppiare, insinuando la paura di non poter più consumare, forse, è il momento giusto per recuperare i nostri valori, e tornare ai nostri fondamentali” (Umberto Veronesi)
“Come insegnante sono abituata ad avere a che fare con i giovani e mi hanno sempre colpito gli operatori di borsa che vedo per le strade di Milano o in fila all’aeroporto, tutti vestiti allo stesso modo, con abiti firmati, che si esprimono attraverso un linguaggio omologato e fanno discorsi da cui traspare solamente la ricerca del denaro, del potere e dell’autoaffermazione. Niente di male nell’inseguire il benessere ma questo modo di fare è allo stesso tempo la causa e l’effetto della crisi economica; un tempo la famiglia e la scuola trasmettevano valori, oggi la loro funzione pedagogica è soffocata da mille altre voci; conta il guadagno, anche se per fortuna, alcuni giovani sanno scegliere strade meno facili, ma con sani valori diversi dai soldi e dal potere”. (Eva Cantarella, docente di Diritto Greco all’Università degli Studi di Milano)
“La crisi economica ci ha aperto gli occhi sull’imbarbarimento dei rapporti umani, il crollo delle borse sarà una catastrofe positiva se ci farà uscire dalla crisi morale.” Abbiamo imparato che (1) Il lavoro conta. La finanza allegra aveva eliminato la fatica e un manager poteva guadagnare 525 volte un dipendente, non è onesto. I soldi devono essere il giusto corrispettivo monetario delle attività umane. (2) Abbiamo esagerato con l’indebitamento. Nel mondo il totale dei debiti è otto volte la ricchezza prodotta in un anno. Si chiede un prestito per fare shopping durante i saldi. È una follia (3) La riscoperta del risparmio. (4) Dar valore alla lentezza; la finanza spreme i dipendenti per avere risultati immediati. (5) ve lo dico in fondo…(Enrico Finzi, sociologo):
Pillole di saggezza per le giovani generazioni

Cosa scegliere: da giovani è importante essere consapevoli fin dall’inizio di che tipo di scelte stiamo facendo e delle conseguenze. Si può scegliere la vita dei castelli di carta, tanti soldi subito, guadagni facili, magari a scapito del privato e della famiglia. Ognuno può scegliere la propria strada ma poi non dobbiamo lamentarci, perché la vita privata deve scorrere serenamente in parallelo con quella lavorativa, altrimenti qualcosa non funziona o dall’una o dall’altra parte.
Come iniziare: dopo gli studi l’importante è iniziare a lavorare, qualsiasi lavoro purché onesto. L’obiettivo ideale dei nostri sogni un po’ è da programmare ma in realtà quasi tutto avverrà per caso. Io stesso sono arrivato alla mia attuale professione e a fare il lavoro che mi piace dopo tanti anni, vissuti in contesti capitati per caso e diversi da quelli che immaginavo. Consiglio di fare tanta esperienza variegata all’inizio per potersi chiarire le idee; la carriera ha dei tempi tecnici e fisiologici che non possono essere abbreviati.
I soldi: i datori di lavoro in genere non ci pagano per i “titoli” di studio o le conoscenze “teoriche”, ma per quanto vale il nostro lavoro in quel contesto operativo, in quella posizione e per la performance individuale.
La tenacia, l’intelligenza, l’umiltà, la pazienza, il buon senso e la fortuna permettono di crescere in vari campi. Prima o poi il caso e la fortuna passano davanti a tutti ma bisogna saperli vedere e coglierli al momento opportuno. Ci sono delle stagioni buone e altre cattive e ce ne saranno sempre di più nella vita lavorativa che sarà sempre più lunga. Non può filare sempre tutto liscio, e qui mi riferisco soprattutto all’ambito privato, quando vedo troppe coppie separate e divorziate. Perché manca la pazienza di aspettare, di accettare compromessi, di provarci ancora; senza ricordare che si sta insieme anche per superare le difficoltà della vita e che non bisogna mollare al primo ostacolo. Vale anche per il lavoro; in ogni accadimento, anche quello più funesto, cerchiamo di vederne il lato positivo: alla parola problema sostituiamo “opportunità”. Cerchiamo di ricondurre la situazione a nostro vantaggio, perchè anche in periodi di crisi c’è sempre qualcuno che ci guadagna. Ricordiamoci che dobbiamo costruire una carriera “speciale”, che qualcuno nel mercato del lavoro sia disposto a comprarci, al giusto prezzo. Purtroppo ognuno di noi professionalmente è come l’articolo di un negozio: certi articoli vanno a ruba e altri restano invenduti nel magazzino, diventano obsoleti e si svalutano.

E per concludere l’insegnamento n. 5 di Enrico Finzi: non tutto è Economia. La felicità non dipende solo da quel che si compra e si vende. La gioia di guardare un paesaggio o di fare all’amore è superiore all’ebbrezza di Wall Street; quasi ce ne eravamo dimenticati!