Cresce l’attività lavorativa a distanza

Il lavoro da remoto è stato solo un tassello di un intero processo lavorativo che si è svolto a distanza: dalla ricerca, al colloquio di lavoro per giungere all’assunzione e allo svolgimento dell’attività lavorativa, per una percentuale significativa di persone tutto si è svolto a distanza, senza incontrarsi mai “di persona”. E’ quanto emerge da una ricerca condotta da Radar Academy, la Scuola di Management di Radar Consulting Italia, effettuata su 500 ragazzi di tutte le regioni d’Italia, in una fascia di compresa tra i 20 e i 29 anni, nel periodo intercorso tra marzo 2020 e maggio 2021. Nello specifico della ricerca emerge che durante il periodo di pandemia la ricerca di lavoro per il 71% degli intervistati è avvenuto solo tramite canali online e a distanza, per il 26% sia online che in presenza e solo per il 2,8% solo tramite canali fisici. Il colloquio di lavoro nel 51,4% dei casi è avvenuto solo da remoto e per il 31% in entrambe le modalità (a distanza e in presenza) mentre solo il 16,9 % in presenza in azienda. I colloqui da remoto si sono svolti principalmente sulle piattaforme di Zoom (44%) e Teams (23,2%) ma anche su WhatsApp (circa 7%). Coloro che hanno superato la fase di colloquio e sono stati successivamente assunti per il 63,1% la modalità di lavoro si è svolto tutta o in parte in smart working mentre solo il 36,9% ha svolo il lavoro in azienda. Anche la formazione è smart. La rituale attività formazione in ingresso si è svolta per il 74,6% in smart learning, ossia a distanza, contro il 35,4% svolta in presenza.

“Dai risultati della nostra ricerca emerge un quadro delle modalità di lavoro in tutte le sue fasi durante l’epoca Covid fortemente caratterizzato dalla prevalenza della distanza – spiega Ernesto D’Amato, CEO di Radar Consulting -. Non solo lo svolgimento del lavoro ma anche tutte le attività legate alla ricerca e selezione dei candidati fino all’inserimento lavorativo si è svolto a distanza. Nei casi più estremi e relativi soprattutto ai contratti a termine l’intero ciclo del rapporto di lavoro si è svolto a distanza in cui il lavoratore non ha mai incontrato fisicamente il proprio datore di lavoro o il dirigente né i colleghi fino alla conclusione del rapporto di lavoro. E’ evidente che una simile rivoluzione, sebbene forzata, sta lasciando il segno. Molto di questa nuova normalità rimarrà, seppur in forme e prassi ancora da decifrare, tant’è che andrà ripensato il lavoro nelle sue diverse espressioni: dai luoghi del lavoro e dei processi di socializzazione fino alle sue modalità di esecuzione e regolamentazione. Siamo agli albori di una nuova era, già latente nei precedenti anni, a cui la pandemia ha imposta un’accelerazione probabilmente decisiva”.