Agricoltura digitale: boom di richieste di big data specialist

L’agricoltura 4.0 rappresenta uno dei pilastri sui quali si sta costruendo e continua a crescere l’agricoltura del futuro.

Big data, interoperabilità, formazione e trasparenza rappresentano i driver fondamentali dell’agricoltura digitale.

Per costruire una rete condivisa è necessario che l’utilizzo degli strumenti digitali sia sempre più diffuso, ma che cosa succede in Italia? “Secondo il rapporto Desi 2020 – afferma Gianluca Brunori, ordinario di Economia Agraria all’Università di Pisa e presidente del Comitato Consultivo sulla digitalizzazione in agricoltura dell’Accademia dei Georgofili – il nostro Paese è agli ultimi posti in termini di digitalizzazione. Quest’ultima può facilitare lo sviluppo sostenibile ma è importante che tutte le imprese agricole anche quelle più piccole vi possano accedere”.

Gli operatori del settore sono sempre più consapevoli delle opportunità date dall’utilizzo del digitale, come ha evidenziato Maria Pavesi, ricercatrice dell’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e dell’Università degli Studi di Brescia, ed è per questo che il mercato continua a crescere, raggiungendo nel 2020 il valore di 540 milioni di euro, nonostante la pandemia.  Una crescita destinata ad aumentare grazie in particolar modo all’utilizzo sempre più diffuso di strumenti quali: sistemi gestionali aziendali, macchinari connessi e i sistemi di monitoraggio e controllo delle attrezzature. Analizzando le tecnologie abilitanti, i sistemi di lettura e analisi di dati e big data rappresentano con il 73% di incidenza il motore fondamentale dell’agricoltura 4.0.

I big data rappresentano una ricchezza strategica per il mercato ma, come ha sottolineato Ivano Valmori, CEO di Image Line, “è importante che si crei un ecosistema dell’agroinnovazione che permetta ai diversi attori della filiera di collaborare, interagire tra loro, scambiare i dati e le informazioni per essere tutti insieme parte di un sistema cooperante e fondato su alcuni principi fondamentali: informare e confrontarsi, gestire e condividere, studiare e imparare, perché il dato è il petrolio del 21° secolo, ma per poterne cogliere il potenziale è importante sapere come analizzarlo e utilizzarlo”.

L’importanza della condivisione è stata sottolineata anche da Antonio Samaritani, CEO di Abaco Group, il quale ha anche evidenziato l’importanza di alimentare la catena dal valore con il principio della trasparenza.

Presentando una piattaforma che integra tutte le componenti software necessarie a garantire una corretta attuazione della politica agricola comune, Samaritani ha mostrato le sinergie possibili tra pubblico e privato per lo sviluppo della smart agriculture.

Parallelamente alla diffusione delle nuove tecnologie e della digitalizzazione come strumenti per accrescere il valore aggiunto dell’agricoltura, è importante garantire a tutti gli operatori la formazione necessaria, in particolare ai piccoli imprenditori. Giuseppe Perrone, EY Blockchain EMEIA Leader, ha sottolineato non solo “la necessità di supportare le aziende nella transizione digitale per sostenerne la crescita”, ma anche come le tecnologie digitali a supporto dell’agricoltura 4.0 permettano oggi di “rispondere alle esigenze delle nuove generazioni di consumatori, sempre più attenti all’healthy food e attratti dai temi della sostenibilità nella scelta delle aziende da seguire e dei prodotti da acquistare. Il 79% dei consumatori, infatti, desidera ricevere informazioni sull’intero processo di produzione del prodotto, dalla sua origine alla vendita, che solo l’uso corretto dell’agricoltura digitale può fornire in maniera affidabile e trasparente”.