Come è cambiato il colloquio di lavoro

Circa il 90 per cento dei colloqui di lavoro sostenuti da Orienta, agenzia per il lavoro, e oltre il 50 per cento di quelli sostenuti dalle aziende clienti del gruppo sono avvenute in modalità da remoto tramite il video colloquio. La pandemia sta cambiando molti aspetti del mondo del lavoro e tra questi c’è anche il colloquio di lavoro che in questi mesi è diventato smart.  Questo repentino cambiamento nelle abitudini che ha coinvolto anche le modalità classiche del colloquio di lavoro, ha evidenziato vantaggi ma anche diverse controindicazioni.

I vantaggi. Il colloquio di lavoro da remoto è molto utile perché evita gli spostamenti e azzera le distanze, ottimizza i tempi e velocizza il processo di selezione, consente di individuare più facilmente qualsiasi tipo di figura professionale. C’è poi una generale predisposizione e familiarità ai video colloqui da parte dei candidati, non tutti, e questo facilita l’attività.

Gli svantaggi. La principale criticità che evidenzia un video colloquio e la difficoltà da parte del selezionatore di notare il linguaggio del corpo che è una componente importante del processo di selezione. La relazione online, inoltre, ha dinamiche differenti da quelle in presenza e capita che l’impressione che si ha su un candidato dopo un video colloquio non coincida quando ci si incontra di persona. C’è poi una generale percezione di informalità nel colloquio a distanza facendo abbassare il livello di importanza di questo passaggio: l’atmosfera generale è fredda e meno empatica. Infine, la variabile connessione è decisiva e in diversi casi si è riscontrata una difficoltà in tal senso.

Consigli ai candidati per un colloquio online senza errori. Il colloquio di lavoro a distanza, come detto, ha indebolito la sua dimensione più formale con conseguenze non sempre edificanti. Il colloquio di lavoro a distanza è sempre un colloquio e le regole che valgono in presenza sono le stesse anche in una video call. Quindi, curare l’abbigliamento ed evitare di vestirsi in modo troppo informale pur stando a casa, cercare un luogo e una stanza consona al momento o eventualmente mettere uno sfondo, evitare colloqui quando si sta passeggiando o si è in viaggio, non fumare o bere caffè durante la video call e se si hanno animali domestici che potrebbero irrompere durante il colloquio è consigliabile organizzarsi prima per evitarlo. Da evitare la presenza di spettatori, se non si può evitare per motivi di spazio, almeno evitare d’interagire con gli stessi. Le informazioni scambiate tra l’intervistatore e il candidato sono riservate, pertanto il colloquio deve svolgersi in totale privacy. Non sono consigliabili colloqui dalla macchina o in presenza di altre persone e soprattutto preoccuparsi di avere una connessione stabile.

“Il colloquio di lavoro per evidenti necessità in questi mesi si è svolto prevalentemente a distanza tramite video chiamate, una modalità che faceva già parte della nostra normale attività di selezione, ma che da opzione si è tramutata in necessità – spiega Giuseppe Biazzo, AD di Orienta -. Il colloquio di lavoro ha dinamiche precise in cui la presenza fisica è molto importante. Prima della pandemia il video colloquio aveva una funziona soprattutto di preselezione ma la parte decisiva della valutazione avveniva in presenza. L’essere passati nel giro di pochi giorni e per molto tempo al solo video colloquio ha permesso di continuare l’attività di selezione anche durante la pandemia con evidenti vantaggi, ma ha evidenziato anche dei limiti. Il cuore del colloquio di lavoro sarà sempre di persona ma l’ausilio delle nuove tecnologie e del video colloquio in una dimensione ibrida tra online e in presenza è la nuova frontiera con la quale ci siamo già abituati a lavorare”.

“Sebbene per la maggior parte delle persone adattarsi a un modo di lavorare quasi del tutto nuovo non sia stato semplice, è anche vero che è avvenuto piuttosto rapidamente. Ora, però, si apre la sfida della stabilizzazione di questa modalità, in un contesto generale che per le imprese resta ancora incerto – commenta Emanuele Castellani, CEO di Cegos Italy & Cegos Apac -. Come affrontarlo, dunque? Occorre certamente trovare un nuovo equilibro, ma anche continuare a far leva sulle soft skill, soprattutto adottando pienamente la forma mentis dell’agire agile, che alimenta la remote collaboration, competenza ormai imprescindibile”.