Aumenta la formazione nel marketing e progettazione

Da uno studio di Forema emerge che più della metà delle imprese intervistate ritiene che le nuove condizioni operative determinate dall’emergenza Covid-19 abbiano aumentato significativamente il fabbisogno di formazione del personale. Questa esigenza riguarda in primo luogo chi opera in “ufficio” (per il 69% è la priorità), ma anche per i reparti produttivi (per il 65% degli intervistati è la priorità). L’analisi evidenzia inoltre che per il 35% delle imprese i distanziamenti non hanno avuto un impatto significativo sulla vita aziendale, contro il 53% che segnala invece nuove esigenze formative, più nettamente evidenziate dalle aziende manifatturiere. Per quanto riguarda i nuovi ingressi, appare chiaro che qualora previsti va messo in conto un adeguato periodo di training. I settori per i quali risulta prioritaria una formazione aggiornata e al passo con i tempi sono quelli del marketing e delle vendite (in forte crescita, +34% sul 2020), a seguire la progettazione e lo sviluppo prodotto (+26%), l’informatica (+25%), i processi produttivi (+24%). Si confermano pertanto le priorità dello scorso anno.

La “tempesta COVID” ha in generale aumentato il fabbisogno di competenze professionali per rispondere alle nuove sfide. Digital transformation, innovazione e soft skills sono al top in termini assoluti tra i temi prioritari su cui incentrare la formazione aziendale nel 2021.

Il 2020 è stato anche l’anno in cui i sistemi formativi hanno sperimentato le nuove modalità di erogazione dei percorsi. Dalla videoformazione sincrona (compresenza a distanza dei partecipanti), alle varie forme di elearning asincrono (pillole o tutorial online), all’implementazione di sistemi completi per la gestione del ciclo formativo (LMS – learning management system). La situazione di emergenza ha permesso di superare gli ostacoli tecnologici, culturali e metodologici, per non sacrificare le azioni di sviluppo delle competenze. L’88% del campione ha attivato soluzioni di videoformazione, ricorrendo a una pluralità di piattaforme. MS Teams (30% di preferenze) e Zoom (24%) sono tra le principali scelte aziendali, a seguire tutte le altre. Tende a prevalere l’utilizzo di più piattaforme (client) in funzione degli obiettivi e delle condizioni operative di volta in volta riscontrate. Quasi tre quarti (72%) delle aziende intervistate ha affiancato sistemi di elearning asincrono alla video formazione, in particolare per gli argomenti tecnici o più facilmente standardizzabili. Ancora solo una ristretta minoranza (11%, in particolare grandi imprese) ha esplorato soluzioni LMS con portali propri o di terzi.

L’approccio alla video formazione “in diretta” appare più semplice rispetto all’elearning asincrono (42% vs 35%), e in generale l’utilizzo dei nuovi canali non sembra rappresentare un ostacolo (solo il 16% li vede come un limite) alla formazione. La facilitazione nell’interscambio tra partecipanti e docente è segnalato come la criticità maggiore. Per il 54% è un problema, mentre il 20% lo ritiene soddisfacente, anche grazie all’efficacia dei docenti stessi. Guardando avanti e cercando di delineare una traiettoria di sviluppo, l’esperienza della formazione a distanza ne ha mostrato la praticabilità generale. Tuttavia una minoranza relativa ritiene che continuerà a sostituire le attività in presenza (41%), mentre tende a prevalere l’idea di un il ritorno alle forme tradizionali, non appena possibile (53%). La scelta tra l’online e le attività in presenza dipende molto dal tipo di formazione da realizzare (80%). Appare chiaro che dovranno essere messi a punto nuovi equilibri tra le diverse modalità formative (69%).

La riconversione professionale (reskilling) e lo sviluppo di nuove competenze (upskilling) per il personale è una delle chiavi per ripartire secondo le imprese. Per il 67% del campione i due temi hanno priorità positiva, alta o massima. I nuovi focus per il 2021 sono la digital transformation (il 54% valuta il tema importante o molto importante, nel 2020 era al 37%) e la sostenibilità ambientale e sociale del business (42% del campione, nel 2020 la CSR – tema per certi versi affine – era al 26%). Lo sviluppo dei modelli manageriali per sostenere lo smart working è il tema relativamente meno sentito (28%).

Per le aziende manifatturiere i temi prioritari sono ancorati al mondo fabbrica. Dall’impatto della digitalizzazione dei processi (21%) e dall’esigenza di portarli ad efficienza (19%), ai conseguenti interventi di aggiornamento delle competenze del personale (20%). Il tema della sostenibilità è più sentito in questo rispetto al resto dei settori (16%).

Il 2021 è anche l’anno del nuovo bilancio dell’Unione Europea e dei programmi di finanziamento che verranno messi a disposizione delle Regioni e dei Paesi membri. Secondo le imprese, l’utilizzo dei fondi per la formazione dovrà essere indirizzato prioritariamente alla riconversione professionale (reskilling) e apprendimento permanente (50% priorità alta o massima), alla qualità dell’offerta di competenze sul territorio (39%), all’inclusione sociale attiva dei gruppi svantaggiati (36%). Per contro i temi dell’accesso al mercato del lavoro e alle opportunità formative mostrano la minore incidenza relativa.