Si selezionano digital strategist

Il gruppo Una spa cerca un digital strategist a Milano.

Le aziende negli ultimi anni hanno dovuto necessariamente rivedere le loro strategie, in funzione anche delle sempre più sofisticate tecnologie dell’interconnessione, per trasformare il proprio business in e-business. Cresce così l’esigenza di reperire figure che definiscono il patrimonio hi-tech dell’azienda per ottimizzare l’efficienza, che individuano quali pc, periferiche e programmi acquistare per incrementare la produttività dei dipendenti. Un esempio viene dal digital strategist, un consulente che riduce i tempi morti e migliora il flusso lavorativo nelle aziende, organizza le strategie digitali di una società. Opera soprattutto  per aziende medie e grandi dei settori legati all’innovazione, come ad esempio la logistica, supply chain e telecomunicazioni. Le competenze informatiche di questo ruolo ovviamente sono indispensabili, ma ancor di più lo è la visione strategica dell’azienda nell’insieme. Per esercitare questa professione è preferibile avere una laurea in Economia e organizzazione d’impresa o in Ingegneria Gestionale. Esistono poi anche master in comunicazione multimediale, in eBusiness e in digital  marketing.

Il digital strategist è una figura piuttosto utilizzata negli Stati Uniti, ma ancora un po’ sconosciuta in Italia, seppure la complessità della tecnologia richieda sempre di più questa professione. Un neolaureato impiega almeno due anni circa prima di diventare una figura senior. Non esiste, almeno per ora, un percorso formativo post diploma specifico in questa materia, e sarebbe un errore credere che un laureato in informatica sia sempre la persona adatta. E’ importante quindi una buona cultura di base, una conoscenza dei processi aziendali, una conoscenza e una buona esperienza delle dinamiche relazionali on-line, un approccio “olistico” al marketing e un’esperienza in digital marketing, meglio ancora se tutto questo si può sposare con una buona formazione, appoggiandosi però su una base reale, ovvero su una buona esperienza in aziende tradizionali. Il digital strategist deve conoscere le potenzialità del substrato tecnologico, in modo da poter individuare, per ogni azienda, un cammino verso una digitalizzazione che offra alla stessa azienda reali e tangibili vantaggi. Per poter definire gli obiettivi e impostare la strategia è opportuno quindi affidarsi ad un consulente esperto che affianchi il management e metta a disposizione dell’azienda le proprie competenze e la propria capacità di costruire una vision più digitale del futuro della stessa azienda. E’ bene dunque individuare digital strategist con capacità di analizzare e ponderare adeguatamente le scelte, coinvolgendo tutto il personale. La digitalizzazione dei processi e la condivisione delle informazioni sono quindi due passi indispensabili per la trasformazione del proprio business in e-business in quanto, sommando le capacità dei singoli individui attraverso lo sviluppo del sistema digitale, è possibile creare un’intelligenza istituzionale e una capacità collettiva di intervento. Oggi in Italia c’è un gap culturale, dovuto al fatto che i manager hanno delegato ad altri questo tipo di competenza creando quasi un divario tra tradizione e innovazione, gap che oggi il consulente in strategie digitali deve poter colmare riuscendo a portare ai valori “tradizionali” la forza dell’innovazione tecnologica.

Le responsabilità del digital strategist spesso sono ritenute parte della competenza del chief information officer, ovvero del responsabile della funzione aziendale information & communication technology. Si fa strada lentamente nelle imprese il ruolo strategico di questa figura che si occupa di migliorare il flusso lavorativo  proprio, organizzando meglio le strategie digitali della società. Ancora una volta sarà l’innovazione tecnologica a promuovere nuove organizzazioni aziendali.