Smart working in pianta stabile

 

di Stefania Nigretti

Da una indagine condotta da Demia, per conto di Hermes Consulting, l’84% dei top manager prevede un inserimento dello smart working in pianta stabile all’interno del mondo del lavoro, anche a fronte di un processo di acculturazione digitale che il 90% del campione vede come del tutto necessaria. Cresce sempre di più, dunque, l’utilizzo dello smart working. Un esempio viene da Subito, servizio di annunci di compravendita online, e InfoJobs, piattaforma di recuiting, aziende  che fanno capo alla multinazionale Adevinta, che recentemente hanno annunciato il passaggio allo smart working per tutte le figure aziendali con la possibilità di lavorare interamente da remoto, stabilizzando la modalità di lavoro agile attuata negli ultimi mesi.

All’inizio del lockdown, a marzo 2020, le aziende hanno chiuso gli uffici per tutelare la salute, la sicurezza e il benessere dei dipendenti, i quali hanno potuto lavorare totalmente da remoto. I team, guidati da una leadership capace di supportarli e di valorizzarli, si sono dimostrati autosufficienti e capaci di organizzarsi in autonomia.

Prima dell’emergenza sanitaria, lo smart working era già attivo per due giorni a settimana ma la decisione di puntare su un modello ancora più flessibile è maturata grazie all’esperienza positiva di questi ultimi mesi. L’emergenza ha così accelerato la trasformazione di un modello di organizzazione già avviato, dimostrando come potesse essere applicato a tutto lo staff, indipendentemente da funzione e livello, attraverso la digitalizzazione dei processi e dotando il personale degli strumenti adeguati.

Come dimostrato da un sondaggio interno, nell’ultimo anno (da novembre 2019 a novembre 2020) il livello di engagement dei dipendenti è cresciuto di 13 punti percentuali, passando dal 54% al 67%. ll lavoro da remoto ha avuto un effetto anche sulle performance dell’organizzazione.

“In questo anno siamo diventati ancora più flessibili e agili. Siamo aziende digitali e sempre pronte a cogliere i cambiamenti, grazie alla nostra cultura aziendale e alla metodologia di lavoro”, commenta Giuseppe Pasceri, manager di Subito e di InfoJobs, che aggiunge: “Crediamo che conciliare l’ambito professionale con quello personale sia importante per lavorare in modo ancora più efficace, offrendo a ognuno la scelta di organizzare il proprio lavoro nella maniera più adeguata rispetto alle proprie esigenze”.

Un’indagine di InfoJobs spiega come gli italiani stanno vivendo lo smart working nelle aziende. Tra i benefici più evidenti rientrano: il risparmio di tempo per gli spostamenti tra casa e ufficio (49%), la flessibilità degli orari di lavoro (19,5%), la possibilità di gestire esigenze personali e lavorative (17%) e l’assenza di distrazioni (11%).

Per permettere le migliori condizioni di lavoro anche da casa, tutti i dipendenti sono stati dotati degli strumenti tecnologici necessari ed è stato previsto un contributo per la realizzazione di una postazione di lavoro a casa, o per l’integrazione delle dotazioni.

Anche gli uffici sono stati riorganizzati adeguando gli spazi in funzione del lavoro agile: non ci saranno più scrivanie fisse, ma un’area di lavoro assegnata per team con postazione prenotabile attraverso un tool digitale, che permetterà, finita l’emergenza, di avere postazioni per tutti, lasciando la libertà allo staff di scegliere se lavorare da casa o in ufficio.