Cercasi export manager

 

di Stefania Nigretti

 

La società di recruiting Andrea Poletti & associati  cerca un export manager per l’Europa.

L’internazionalizzazione, che per tanti anni ha dato alle imprese italiane grandi opportunità di sviluppo, in tempo di pandemia richiede di diversificare i mercati e i prodotti, di riorientare e di riconfigurare. In questo scenario mutato, e in una situazione di contrazione del mercato interno, l’export manager cambia volto.

Le aziende, grandi, medie e piccole, cercano figure professionali di comprovata esperienza che conoscano bene i mercati esteri: è necessario che sappiano interpretarne i più piccoli segnali. Nel contempo è importante che sappiano avvalersi di strumenti digitali. In questo periodo complicato, le piattaforme digitali si sono rivelate indispensabili non solo per la pubblicità e l’e-commerce ma anche per la gestione dei rapporti con i clienti.

I processi di digitalizzazione compensano il ridimensionamento o la soppressione di fiere e trasferte, motivate dalla pandemia ma anche dalla necessità di contenere i costi. Se l’incontro con il cliente, l’accordo e gli ordini che ne conseguono sono il punto di arrivo dell’export manager, i processi che portano a questo possono essere svolti tranquillamente attraverso computer e cellulari (Skype, Zoom, e-mail, social network…). Importante in questo senso è l’attività di back office per la ricerca e la cura dei contatti, la presentazione del servizio e del prodotto (con eventuale invio di campioni), il follow up.

Ma vediamo quali sono le caratteristiche desiderabili di questa figura professionale specializzata nella vendita di beni e servizi sui mercati esteri, che ha un ruolo centrale per la tenuta di tante imprese in questo momento complicato e sarà fondamentale per la ripresa economica dopo la pandemia.

La capacità di elaborare una strategia commerciale (come l’eventuale riposizionamento del prezzo di vendita) è cruciale in situazioni emergenziali. È importante anche sapere gettare buone basi con una accurata analisi del target e della concorrenza, con uno studio di fattibilità ben strutturato, un piano di business che possa guadagnarsi il favore di istituti finanziari e partner di supporto. La programmazione deve essere attenta e costante ma non rigida: deve essere pronta a essere “rivisitata” al mutare degli eventi.

L’export manager deve conoscere approfonditamente l’azienda e i beni e i servizi che offre perché sono tema di mediazione tra fornitori interni ed esigenze dei clienti stranieri, deve avere buone capacità relazionali, essere attento ai ruoli e alle necessità di aggiornamento del team che lo accompagna, deve conoscere leggi, usi e costumi dei Paesi verso cui l’azienda esporta, essere diplomatico, intendersi anche di macroeconomia e dinamiche di geopolitica per avere una visione a lungo termine, fondamentale per lo sviluppo dell’azienda che rappresenta. 

In questa fase delicata a livello globale è essenziale che l’export manager sia al corrente delle forme di sostegno alle imprese messe in campo da organismi internazionali, dal governo italiano (ci sono facilitazioni dell’Istituto internazionale per il Commercio Estero), dalle Regioni e dalle Camere di Commercio.